Moscato extry dry

Scopriamo assieme il… Moscato d’Asti Extra Dry

Questo spumante ottenuto dalle uve Moscato è la grande novità di quest’anno, un prodotto rivoluzionario che ha richiesto tempo e passione: le prime bollicine dry profumate. 

Moscato Asti di Canelli – Il Moscato bianco è un vitigno antico, proveniente dal bacino orientale del Mediterraneo. La diffusione di queste uve è dovuta al particolare gusto dolce che si otteneva facendole appassire.
A partire dal Trecento, il vino dolce aromatico divenne molto ricercato e, grazie ai commerci che Venezia aveva nel Mediterraneo orientale, si diffuse nella penisola italiana con il nome di “vino greco”. La versione ‘secca’ non sarebbe una novità: l’Asti classico era già prodotto nei primi anni del Novecento, ma le conoscenze enologiche dell’epoca non permettevano la prevenzione della percezione amara generata da un vino Moscato portato a completa fermentazione. Ora, invece, è possibile ottenere sapori secchi di giusta gradevolezza.

 

L’azienda agricola Arione è costituita da due cantine situate a Castiglione Tinella (CN) e a Canelli (AT). Fu fondata da  Luigi Arione nei primi anni del ‘900 ed oggi è guidata dai fratelli Mauro e Luca Arione. Un secolo di vini e di significativi riconoscimenti, sia in Italia che all’estero, nati dalla dalla passione e dall’esperienza che si tramanda di padre in figlio, sempre valorizzando “le Terre dai panorami ammaglianti e incantevoli che fanno da cornice alla storia e alla tradizione della Famiglia Arione”.

Notiamo subito le caratteristiche organolettiche molto particolari per uno spumante metodo Martinotti: il colore è un dorato assai tenue e presenta un perlage fine e persistente. Il profumo è la parte che colpisce di più, l’aroma è caratteristico, delicato, proprio del Moscato. Sapore morbido, sapido, fresco e aromatico. 

 

Il prodotto è innovativo ed è difficile immaginare cosa abbinare, quindi decidiamo di assaggiarlo gradualmente.

Sconsigliamo di usarlo come aperitivo con i cibi salati, il sapore aromatico stona nettamente.

 

Con i gusti più delicati, come i ravioli ai gamberetti o la burrata, invece, otteniamo un buon risultato. Il carattere frizzante e il tono secco permettono di berlo con soddisfazione.

Dopo varie prove, tuttavia, riteniamo che questo vino dia il meglio di sé dopo pasto, sorseggiato in purezza.

 

 

 

 

Si tratta, dunque, di un vino delicato e semplice, ma che allo stesso tempo avvolgente, che saprà farvi apprezzare le noti inconfondibili ed invidiabili del Moscato. E, fidatevi, non vi stancheranno facilmente!

Non ci credete? Provatelo e fateci sapere cosa ne pensate!

Simone Gasparri

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